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San Martino tra castagne e vino

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San Martino tra castagne e vino

“…Ma per le vie del borgo

dal ribollir de’ tini

va l’aspro odor de i vini

l’anime a rallegrar”

Le parole di Giosue Carducci ricordano la Festa di San Martino, l’11 novembre: questo era il giorno di riposo degli agricoltori, che si univano per bere e riscaldavano le loro anime con il frutto dell’autunno, le castagne.

È una tradizione lunga secoli, che ancora oggi noi italiani festeggiamo con allegria e un calice di vino: la magia di questa Festa, che segue di pochi giorni la Commemorazione dei Defunti, ci porta in quell’aria di felicità che avvolge le festività natalizie.

Chi era San Martino?

Martino nacque nel 316 nella terra fra l’Ungheria e l’Austria chiamata Pannonia: il suo nome gli fu dato in onore di Marte, del dio della guerra. Il padre infatti lo avvio alla carriera militare: e proprio nel periodo in cui era soldato, Martino, in una notte d’inverno, raccolse un povero viandante che soffriva per strada al freddo e gli porse l’unica cosa che aveva, metà del suo mantello. Ecco perché nella tradizione San Martino è il protettore dei militari ma anche dei pellegrini.

La notte seguente Martino sognò Gesù e per questo motivo richiede il battesimo: visse il resto della sua vita prima come monaco, poi come diacono e infine come prete. Predicò vaggiando a lungo finchè si fermò in Francia, a Poitiers, dove fondò un monastero. Grazie alla sua opera di evangelizzazione, fu ordinato vescovo di Tours. Morì a Candes, in una località dove la Vienne e la Loira si incontrano: lungo il fiume fu portato il suo corpo fino al cimitero di Tours l’11 novembre, quando fu sepolto in un’umile tomba.

Vino e marron glacè

È una Festa che viene celebrata in gran parte dell’Occidente, non soltanto in Italia: ad esempio il giorno dell’11 novembre i bambini delle Fiandre e delle regioni cattoliche della Germania e dell’Austria, ricordano con una processione di lanterne la fiaccolata in barca che accompagnò il corpo di San Martino a Tours.

In Italia il culto del Santo è legato all’“estate di San Martino”, il periodo della stagione autunnale in cui si verificano condizioni climatiche di bel tempo, nonostante la fredda stagione. A Scanno, in Abruzzo, si accendono grandi fuochi chiamati “glorie di San Martino”. A Venezia si prepara il dolce di San Martino, un biscotto di pasta frolla con la forma del Santo ca cavallo. Anche in Sicilia si preparano i biscotti di San Martino che vengono inzuppati nel vino moscato.

In molte regioni d’Italia l’11 novembre è associato alla maturazione del vino nuovo, che è un periodo molto importante per l’agricoltura: al vino novello si lega un altro alimento, le castagne, preparate in molti modi, in forma di caldarroste, bollite, mangiate crude o gustate nella loro forma più dolce, i marron glacè.

Per i marron glacè si sceglie come varietà di castagne quella dei marroni, che vengono sciroppati e poi coperti da una glassa di zucchero: una preparazione delicata, la cui ricetta è contesa tra i piemontesi e i francesi. Noi di Arisbar amiamo questo dolce che è non soltanto delizioso da mangiare da solo, ma è anche un ottimo ingrediente per altri dessert.

Vieni a scoprire nelle nostre pasticcerie le nostre varietà di marron glacè, un dolce perfetto per essere regalato ad amici e famigliari durante la Festa di san Martino.

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