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Il panettone artigianale Arisbar

Arisbar_panettoni 2019

Il panettone artigianale Arisbar

Già settimane prima del Natale nelle tavole di molti italiani arriva il “Re delle Feste”, Sua Altezza il Panettone! Un lievitato di grande importanza e dimensione: tra i dolci impastati è quello che raggiunge le massime dimensioni. Alto, morbido e dalla fragranza inconfondibile, questo dolce conquista tutti: dalla ricetta classica più tradizionale che lo vede ripieno di frutta candita e uvetta alle formule più ardite e gourmet che lo vogliono glassato e riempito nei modi più fantasiosi e gustosi.

Il panettone è un dolce che ha origine nella città di Milano. La sua storia sembra risalire ad almeno il 1500 e oggi è un dolce diffuso in tutta Italia e non solo: anche in Uruguay, Argentina e Sud del Brasile si festeggia il Natale con il panettone.

Il panettone artigianale Arisbar

Nelle pasticcerie Arisbar l’ingrediente chiave del nostro panettone artigianale è il lievito madre, costantemente rinfrescato come la buona tradizione insegna. Al lievito si aggiungono poi altri ingredienti di qualità come il burro Corman e uova pastorizzate di categoria A. La ricetta tradizionale vuole che il nostro panettone artigianale sia preparato con due impasti, con una lievitazione di almeno 18 ore, lavorati in due diversi momenti e poi aggiunti in sequenza.

Il tocco gourmet lo danno invece i canditi Agrimontana, il cioccolato Valrhona e le Amarene Fabbri: così otteniamo un panettone artigianale dalla straordinaria morbidezza e fragranza, che profuma in modo seducente e invitante!

Ecco perché ci piace dire che il nostro panettone è “letteralmente” fatto di un’altra pasta.

I nostri panettoni vengono confezionati artigianalmente uno per uno nei colori e tessuti di tendenza.

Il nostro panettone artigianale è buono da mangiare e bello da regalare!

Nelle pasticcerie Arisbar puoi trovare

  • il Panettone Classico con canditi e uvetta, glassato alle mandorle;
  • il Panettone Classico Milanese alto, con canditi e uvetta;
  • il Panettone con perle di cioccolato fondente Valrhona glassato al cioccolato fondente e granella di nocciola;
  • il Panettone alle Amarene Fabbri con glassa al cioccolato bianco e granella di amaretto.

Un po’ leggenda e un po’ storia vera

L’origine di questo dolce a oggi è legata a due principali leggende.

La prima racconta che un giovane falconiere di nome Ughetto degli Atellani, che abitava nella Contrada delle Grazie a Milano, si innamorò della figlia di un fornaio, Algisa. Poiché gli affari del padre di lei non andavano molto bene, Ughetto si fece assumere come garzone per risollevare le sorti del forno. Creò dunque un dolce con un impasto di uova, burro, miele e uva sultanina, il primo panettone, che riscosse subito grande successo. I due giovani innamorati poterono allora sposarsi e vivere felici e contenti.

La seconda leggenda narra invece che il papà della ricetta del panettone fu invece l’aiutante del cuoco al servizio del duca Ludovico il Moro: durante uno sfarzoso pranzo di Natale tra nobili, il capo cuoco dimenticò nel forno il dolce, bruciandolo. Toni, l’aiutante del cuoco, propose allora l’idea di prepararne uno con gli avanzi della dispensa: farina, burro, uova, scorza di cedro e uvetta. Il dolce ottenuto fu accolto con caloroso apprezzamento. Quando il duca chiese il nome di quel dolce così buono, il cuoco rispose: “L’è ‘l pan del Toni”, ovvero “il pane di Toni”, cioè appunto il panettone!

Ma al di là delle leggende, già Pietro Verri ci narra di un’antica consuetudine nel IX secolo che vedeva a Natale la famiglia riunita intorno al focolare nell’attesa che il pater familias spezzasse “un pane grande” e ne porgesse una fetta a tutti i commensali in segno di comunione.

Nel XV secolo, gli antichi statuti delle corporazioni indicavano ai fornai di Milano che tipologia di pane impastare: era vietato sfornare il pane dei ricchi e dei nobili (il pane bianco, detto micca) e si poteva solo impastare il pane dei poveri (pane di miglio, detto pan de mej). C’era però un’unica eccezione a questa regola: il giorno di Natale, gli aristocratici e i plebei potevano consumare lo stesso pane, regalato dai fornai stessi. Era il pan di scior o pan de ton, realizzato con frumento, burro, miele e zibibbo: un vero pane di lusso per l’epoca!

L’attestazione scritta di un “Pane di Natale” prodotto con burro, uvetta e spezie la troviamo poi in un registro delle spese del collegio Borromeo di Pavia del 1599, quando questi pani furono serviti agli studenti per Natale.

Nell’Ottocento, durante l’occupazione austriaca, il panettone divenne famoso per una consuetudine del governatore di Milano, Ficquelmont, che era solito offrirlo al principe Metternich come dono di Natale. Già all’epoca il panettone non era più solo un dolce, ma un vero e proprio regalo da offrire durante le feste.

I nostri panettoni artigianali ti stanno già aspettando: prenotali subito per rendere magiche le tue feste natalizie.

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