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I dolci della Festa del papà: le zeppole e le raviole

raviole con mostarda arisbar

I dolci della Festa del papà: le zeppole e le raviole

Non sono supereroi ma ci sono sempre nel momento del bisogno; non sono premi Nobel per la Fisica o per la Letteratura, ma c’è chi pensa che sappiano tutto; non sono attori, ma hanno i loro piccoli fan: i papà sono questo e molto altro per i loro figli, dal momento in cui sono bambini fino all’età adulta.

La Festa del papà è una ricorrenza che è nata nel XX secolo, in concomitanza di quella dedicata alle mamme: la giornata in cui viene celebrata è diversa da paese a paese e in Italia, come in altri paesi di origine cattolica, si festeggia dal 1968 il 19 marzo, quando si ricorda San Giuseppe, il padre putativo di Gesù. Come tutte le feste, anche la giornata dedicata ai papà ha i suoi dolci a rappresentarla, perché la pasticceria, soprattutto nel Bel Paese, cerca in fondo sempre qualche scusa per affondare le mani nello zucchero e nella farina!

Le zeppole di San Giuseppe

Come per tanti prodotti dolciari tipici della tradizione pasticcera italiana, anche l’origine delle zeppole è contesa da diverse regioni: così Puglia e Campania vantano la paternità (è proprio il caso di dirlo) di questi dolci golosi e abbondanti, che hanno come base principale la pasta choux in forma di bignè, una farcitura leccorniosa di crema pasticcera e una piccola amarena sciroppata a monte del soffice ripieno.

La tradizione le vuole preparate secondo due principali metodi di cottura: al forno o fritte. E proprio quest’ultimo metodo, la frittura, ci ricorda che sono essenzialmente dolci nati per essere venduti in strada durante la festa che commemora San Giuseppe: un paradosso che questo dolce venga preparato proprio nel periodo della Quaresima, quando è richiesta l’osservanza del digiuno. Ma sappiamo che noi italiani non siamo proprio bravi a seguire le regole, specialmente quando si tratta di cibo: ci piace cadere in tentazione e le zeppole sembrano un dolce nato apposta per tentare anche i palati più moderati.

Anche se la loro storia è un po’ confusa, qualche accenno alle loro origini ci renderà solo più amabili questi preziosi bignè. Iniziamo dal nome e dalla sua etimologia: la parola “zeppola” potrebbe derivare dal latino “saerpula”, serpe, forse perché la sua forma ricorda proprio quella di un serpente arrotolato su se stesso. Un’altra tradizione sostiene invece che il nome derivi da “zeppa”, con cui a Napoli si identifica il pezzo di legno che si è soliti mettere sotto le gambe dei tavoli per correggerne la misura. Un piccolo riferimento al mestiere di San Giuseppe, il falegname.

Sempre i napoletani credono che il nome possa essere un omaggio allo zi’ Paolo, uno storico friggitore a cui alcuni attribuiscono l’invenzione di questo dolce.

Quale sia l’origine del suo nome, sappiamo per certo quando compare per iscritto per la prima volta la sua ricetta: nel 1837 il celebre gastronomo napoletano Ippolito Cavalcanti, Duca di Buonvicino, mette su carta gli ingredienti e la preparazione delle zeppole. Da lì ai giorni nostri questi dolci teneri, invitanti fin dal primo sguardo, continuano ad allietare i palati non solo dei campani ma di tutta Italia.

Le raviole di Bologna

Chi è di Bologna, per la Festa del Papà aspetta con impazienza non solo le zeppole, ma anche le raviole, un dolce tipico della tradizione pasticcera della città di San Petronio. Parliamo di un prodotto dolciario totalmente differente dalle zeppole: sono mezzelune di pasta frolla con ripieno di confettura di frutta.

La sua farcia più famosa è quella con la mostarda bolognese, che è una marmellata tipica del capoluogo emiliano ed è composta da frutta come le mele, le pere e le mele cotogne. Negli anni però, per far felici anche i palati più piccini, le zdaure, le massaie bolognesi, hanno anche declinato questo dolcetto in versioni con cioccolata e confetture varie; chi è invece ancora legato alle tradizioni di una volta, gradisce anche quelle con la pasta frolla intinta nel rosso liquore Alchermes.

La loro storia? Per scoprirla dobbiamo fare un viaggio dalle campagne di Castel Maggiore a quelle di Castenaso: i contadini, con l’avvicinarsi della primavera e dei nuovi e abbondanti raccolti, festeggiavano la bella stagione con balli e danze e alcune famiglie appendevano agli alberi, in occasioni di quelle feste, questi dolcetti semplici destinati ai viandanti e agli amici che passavano di là.

Noi di Arisbar amiamo festeggiare la giornata dedicata ai Papà con le zeppole e le raviole bagnate nell’Alchermes: ci piace pensare che questi due dolci possano unire con la loro lunga storia il Nord, il Centro e il Sud Italia in questa festa in cui si celebra l’amore paterno. Veniteli a provare nelle nostre pasticcerie e fatene un dolce regalo per i vostri padri: ogni giorno è buono per festeggiare un papà, ma c’è solo un giorno in cui lo possiamo fare con un bel bis di zeppole e raviole!

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